Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per le partite IVA italiane con ricavi fino a 85.000 euro. Nel 2024 è ancora la scelta principale di chi apre una partita IVA per la prima volta o lavora come freelancer. Questa guida spiega come funziona, chi può accedervi e come calcolare esattamente quanto si paga.
Con il forfettario non si applica l'IRPEF ordinaria a scaglioni. Al suo posto si paga una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se si tratta di nuova attività). L'imposta si calcola non sull'intero ricavo ma su una quota chiamata reddito imponibile, determinata dal coefficiente di redditività del proprio codice ATECO.
| Settore | Coefficiente | Aliquota |
|---|---|---|
| Sviluppo software / IT (62, 63) | 78% | 15% |
| Consulenza / marketing (70, 73, 74) | 78% | 15% |
| Professioni sanitarie (86) | 78% | 15% |
| Formazione / insegnamento (85) | 78% | 15% |
| Artigianato / costruzioni (41-43) | 67% | 15% |
| Commercio al dettaglio (45-47) | 40% | 15% |
I freelancer in regime forfettario versano i contributi alla Gestione Separata INPS, con un'aliquota del 26,72% sul reddito imponibile. I contributi si deducono al 50% dalla base imponibile dell'imposta sostitutiva.
Esempio: con 40.000€ di ricavi (ATECO 78%):
Può applicare il regime forfettario chi nell'anno precedente ha avuto:
Se nel corso dell'anno si supera la soglia di 100.000 euro, si esce dal forfettario immediatamente dall'anno stesso.
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